sabato 8 dicembre 2007

goku arriva sul grande scermo


L'eroico Goku vola al cinema


Justin Chatwin lo impersonerà nel film tratto dal manga «Dragonball»
ROMA La prossima estate anche Dragonball entrerà nelle sale di tutto il mondo. Il film d’avventura e fantascienza della Twentieth Century Fox, la cui produzione comincerà alla fine di quest’anno, è basato sul popolarissimo manga giapponese creato da Akira Toriyama che ha dato origine a una "graphic novel", a videogiochi e a una fortunatissima serie televisiva. Il manga, i romanzi e la serie televisiva forniscono al film una mitologia ricchissima, oltre a dei personaggi molto complessi, che hanno conquistato milioni di appassionati di tutte le età nel mondo. Dragonball, una delle maggiori serie di manga mai create, ha un enorme seguito di appassionati online ed è costantemente tra le parole più ricercate su Google e Yahoo!. Dragonball è diventato così un fenomeno globale che ha generato più di quattro miliardi di dollari grazie al merchandising. Non solo: viene considerato l’esempio migliore di videogioco basato su un anime, con più di 25 prodotti diversi e oltre dieci milioni di copie vendute dal maggio del 2002. La serie, composta da ben 500 episodi, ha fatto segnare degli ottimi indici d’ascolto in Europa, Asia e negli Stati Uniti oltre che in Italia. Il giovane Justin Chatwin, che ha interpretato il figlio di Tom Cruise nella pellicola di Steven Spielberg La Guerra dei Mondi, rivestirà i panni del protagonista, l’eroico Goku, un potente guerriero che protegge la terra da un arrivo incessante di malvagi che vogliono dominare l’Universo e controllare gli oggetti mistici da cui il film prende il nome. Chatwin è già impegnato in un programma di allenamenti studiato dalla prestigiosa società di stunt 87Eleven, che ha realizzato o ideato alcune delle maggiori sequenze d’azione mai viste al cinema, per pellicole come Matrix, The Bourne Supremacy, Mr. & Mrs. Smith e 300. James Marsters, beniamino degli appassionati e conosciuto soprattutto per il ruolo del carismatico vampiro Spike nelle fondamentali serie fantasy Buffy, l’ammazzavampiri ed Angel, interpreterà il suo principale antagonista, Junior. Per quanto riguarda gli altri ruoli principali, attualmente i produttori sono impegnati nel casting. Dragonball verrà prodotto da Stephen Chow, conosciuto come attore, regista e sceneggiatore di pellicole che offrono un mix di arti marziali, Cgi e comicità. Tra i film più celebri di Chow, figurano i grandi successi Shaolin Soccer e Kung Fusion. Il regista James Wong, in passato produttore e sceneggiatore delle celebri serie televisive X-Files, Millennium e Space: Above and Beyond, è anche stato regista e cosceneggiatore delle fortunate pellicole Final Destination e Final Destination 3. A pubblicare il manga di Dragonball è la divisione Jump Comics, che fa capo ad una casa editrice di Tokyo, la Shueisha. L'uscita nelle sale è prevista per il 15 agosto 2008.

disney+manga=yes

la Disney si lancia nei manga. E lo fa con la collana Disney manga, che sarà disponibile in tutte le edicole e fumetterie con cadenza mensile a partire dal 10 febbraio 2008.

La collana sarà inaugurata dal manga in quattro volumi di Kingdom Hearts (di cui appunto è stata presentata un’anteprima a Lucca), ispirato al videogioco omonimo in cui i personaggi classici Disney si incontrano con quelli dei videogiochi della Square.
tratto da
http://www.comicus.it/view.php?section=news&id=3812

Le riproduzioni di alcune tavole, cover compresa, erano in esposizione allo stand Disney di Lucca Comics. Chi c'era le ha viste. Per quelli che invece non hanno partecipato alla mostra mercato, ecco alcuni scatti.
vedi su http://laquintastanza.blogspot.com/2007/11/e-in-arrivo-il-manga-disney.html

manga cos' è?

manga

Manga (漫画, Manga?) è un termine di origine giapponese, indica in Italia i fumetti prodotti in Giappone. In realtà il termine manga, coniato nel 1814 dall'artista giapponese Hokusai per i suoi libri di «scenette stravaganti», indica in giapponese il fumetto in generale, mentre la regola è specificare l'origine dei fumetti, se stranieri o importati: per esempio quelli provenienti dall'Italia vengono chiamati "Itaria no manga" (イタリアの漫画, "Itaria no manga"? letteralmente "fumetti dell'Italia"), ed i giapponesi stessi chiamano i loro propri fumetti "Nihon no manga (日本の漫画, "Nihon no manga? letteralmente "fumetti del Giappone").
Il termine letteralmente significa «immagini casuali» o «immagini senza nesso logico».

In Giappone i fumetti hanno un ruolo culturale ed economico decisamente importante, e sono considerati un mezzo espressivo non meno degno di libri o film.

Caratteristiche [modifica]
Tagosaku To Mokube No Tokyo Kenbutsu, una striscia umoristica del 1902 di Rakuten Kitazawa.Le caratteristiche stilistiche dei manga possono provocare nel lettore alcune incertezze nella classificazione del genere. Tendenzialmente in Europa si identifica il fumetto con una produzione per bambini e ragazzi (esistono naturalmente fumetti cosiddetti "d'autore", dedicati a un pubblico più maturo, ma sono facilmente riconoscibili). I manga, con le loro figure dai tratti spesso infantili, suscitano inizialmente una certa confusione.

Molti personaggi dei vari racconti presentano ad esempio occhi estremamente grandi, sovraproporzionati. L'origine di questa caratteristica è un prestito culturale che si fa risalire al famoso autore Osamu Tezuka (1928-1989), soprannominato il dio dei manga. Egli stesso, grande ammiratore di Walt Disney, ammette di essersi ispirato nel manga Kimba, il Leone Bianco (ジャングル大帝, Jungle Taitei) allo stile del Bambi disneyano (curiosamente in seguito la Disney, per via di alcune polemiche sulla somiglianza tra Il Re Leone e Kimba, il Leone Bianco, ha ammesso di essersi ispirata a sua volta all'opera di Tezuka).


La pubblicazione in Giappone [modifica]
Alcuni titoli esposti in un negozio di manga in Giappone.I manga vengono pubblicati in Giappone inizialmente all'interno di grossi albi, stampati in bianco e nero su carta di qualità scadente. Soltanto alcune pagine introduttive sono talvolta a colori e su carta migliore, generalmente allo scopo di introdurre i personaggi della vicenda.

In ognuno di questi albi vengono raccolte numerose storie a puntate. Tramite un'inchiesta fra i lettori viene verificato il successo delle singole serie, cosicché alcune possono essere interrotte anzitempo e altre, al contrario, meritare di essere stampate a parte, sotto forma di albi monografici di qualità migliore in più volumetti (tankobon).

A differenza dei fumetti occidentali, le avventure dei manga hanno, per quanto riguarda i protagonisti, un inizio ed una fine. Il personaggio ideato dall'autore e/o disegnatore appare sulla scena nel primo volume, "vive" la sua vicenda e, al termine della serie (alcune storie possono raggiungere le 150 puntate), esce di scena e non "interpreterà" altre serie. Alcune eccezioni si possono rilevare per personaggi molto amati dal pubblico, che vengono ripresentati in varianti della storia principale, oppure di cui si raccontano episodi accaduti anteriormente all'inizio della serie principale. Spesso il successo di un personaggio di un manga si risolve in una trasposizione più o meno fedele delle sue avventure sotto forma di anime, cioè di cartone animato.


L'impaginazione e la struttura della pagina [modifica]
Ordine di lettura di un manga.Il manga giapponese si legge al contrario rispetto al fumetto occidentale, e cioè dall'ultima alla prima pagina (secondo le consuetudini orientali), con la rilegatura alla destra del lettore e le pagine "libere" alla sinistra. Anche le vignette si leggono da destra verso sinistra, dall'alto verso il basso. Inizialmente, i manga pubblicati in Italia avevano senso di lettura occidentale (le tavole venivano quindi prima ribaltate, e poi editate). Furono i Kappa Boys ad introdurre anche da noi il senso di lettura originale, con la pubblicazione di Dragon Ball per Star Comics, anche per via dell'editore originale Shueisha che non apprezzava il ribaltamento delle tavole.

Nel corso del tempo ci sono stati alcuni mutamenti nella disposizione delle vignette. Inizialmente prevaleva la disposizione verticale; successivamente, nei tardi anni quaranta, è stata introdotta anche la disposizione orizzontale, quella attuale. Nelle storie più accurate dal punto di vista stilistico, queste due disposizioni si sovrappongono e vengono entrambe usate, creando un percorso di lettura piuttosto complesso per le abitudini del lettore occidentale, ma con un preciso intento stilistico.

Mentre le storie di avventura dedicate a un pubblico di ragazzi e adulti maschi sono caratterizzate da una disposizione abbastanza semplice, si è creato nel genere dedicato alle ragazze, lo shojo (spesso disegnato da donne), un modo innovativo di trattare la disposizione delle singole vignette. Per creare effetti drammatici intensi e sottolineare i sentimenti che entrano in gioco nella storia, il disegnatore (o la disegnatrice) fa spesso scomparire le linee divisorie delle singole vignette. La struttura della pagina diventa più importante di quella del riquadro isolato. Così una sola scena si può sviluppare su due intere pagine a fronte, i contorni dei pannelli si sovrappongono, e con essi i vari significati trasmessi dal disegno.

Anche il balloon contenente il testo non è più presentato su di un'unica linea di lettura: compaiono fumetti di testo pensato, di testo parlato, di testo fuori campo che si distinguono tra loro solo per lievi differenze grafiche e sono posizionati nella pagina in maniera apparentemente confusa.

In realtà, un lettore giapponese, allenato alla lettura non alfabetica, riesce più facilmente di un lettore occidentale alle prime armi a orientarsi in questo universo di segni, dove gli viene offerta una grande libertà di percorso. Gli occhi vagano nella pagina cogliendo inizialmente alcuni dettagli, scelgono di soffermarsi prima su alcuni tipi di testo e poi su altri, ricavando alla fine non una lettura analitica di contenuti, ma una coinvolgente impressione generale di ciò che sta accadendo.

Non bisogna confondere i manga con i manhwa (coreano 만화, giapponese 漫畵), che sono i fumetti coreani; all'occhio non allenato possono sembrare simili, ma agli occhi di un giapponese sono probabilmente simili quanto fumetti italiani e francesi per noi, specie se consideriamo che il senso di lettura del manhwa è identico a quello occidentale.

Dal punto di vista dei fumetti, i giapponesi sono molto "patriottici" e tendono a guardare con sospetto fumetti esteri; alcune serie straniere, infatti, sono state addirittura ridisegnate da artisti giapponesi appositamente per il loro mercato.

da Wikipedia